sabato 29 ottobre 2011

DONAZZAN E SORRENTINO: PISTA E PROTEZIONE CIVILE SONO LE NOSTRE SCELTE




Vicenza, 29 ottobre 2011

"Siamo assolutamente d'accordo con le richieste avanzate
dall'Aeroclub di Vicenza in merito ad una pista in erba per
questo storico sodalizio che rappresenta una realtà di
appassionati e di memoria storica nobilissima." Lo
dichiarano congiuntamente Elena Donazzan, assessore
regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, e Valerio
Sorrentino, consigliere del comune di Vicenza che
aggiungono: "È nota la nostra contrarietà alla
destinazione di questa area enorme a parco come vorrebbe il
sindaco Achille Variati perché sarebbe un'altra area
fuori controllo, preda della criminalità e del degrado,
come già accade a Vicenza”. “Siamo invece- proseguono
gli esponenti del Pdl- per vederla riempita con attività
di aggregazione e di volontariato ed è per questo che nei
nostri progetti per Vicenza c'è una sede regionale per la
Protezione civile ed attività sportive tra cui proprio la
pista per il volo per l'Aeroclub."

"Forse per il "Parco della Pace" il Sindaco farà
l'inaugurazione, ma non è detto che farà il parco-
precisa Sorrentino- e comunque nei nostri programmi per
Vicenza c'è la totale contrarietà a questo inutile
capriccio da propaganda del Sindaco mentre abbiamo progetti
più utili per la città e per i vicentini. Se i Vicentini
vogliono passeggiare a trenta minuti hanno i Berici,
l'Altopiano, il lago ed il mare."

Donazzan sottolinea: "In queste ore con negli occhi le
immagini della Liguria e i ricordi di un anno fa a Vicenza,
da ex assessore alla Protezione civile, dico che il gesto
più responsabile deve essere quello di aumentare la
cultura del volontariato di Protezione civile e di dare
tutte le risposte operative ai nostri straordinari volontari
che meritano, non celebrazioni propagandistiche, ma segni
tangibili. Non abbiamo bisogno di un altro parco per la
criminalità, gli sbandati o i centri sociali di ritorno
dalla Val di Susa, abbiamo bisogno di gente perbene e di
risposte di senso”.

venerdì 28 ottobre 2011

CRISI FINANZIARIA: Il testo della lettera del governo alla Ue


Il testo integrale della lettera inviata dal governo Berlusconi alla Ue


PREMESSA
L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest’estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all’aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.
Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente.
La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l’intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell’area euro. 
Per quel che riguarda l’Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall’inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.
Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi.
Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli.
A.              I FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA
Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.
Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l’estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l’aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012. I dati relativi ai primi otto mesi dell’anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.
È doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell’1,5% e non dell’1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).
Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l’Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).
In conclusione, nel 2010 l’Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.
B.               CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA
Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.
Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:
-         Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;
-         Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;
-         Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia;
-         Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.
Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l’economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea.
A riguardo, l’esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali,  impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l’utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà un’accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell’uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l’Italia è disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa “Eurosud” e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell’Italia intera.
Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma Nazionale di Riforma dell’Italia.
Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel Sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari.
Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito gruppo di azione.
Tale piano d’azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.
La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell’intero Paese passa inevitabilmente per la revisione delle politiche di:
a.                 promozione e valorizzazione del capitale umano;
b.                efficientamento del mercato del lavoro;
c.                 apertura dei mercati in chiave concorrenziale;
d.                sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;
e.                 semplificazione normativa e amministrativa;
f.                  modernizzazione della pubblica amministrazione;
g.                 efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia;
h.                accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
i.                   riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.
a.       Promozione e valorizzazione del capitale umano
L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall’ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l’obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d’onore.
Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre 2011.
b.      Efficientamento del mercato del lavoro
È prevista l’approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.
1. In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l’occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale  e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.
2. Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più stringenti condizioni nell’uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.
c.        Apertura dei mercati in chiave concorrenziale
Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell’Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali.
Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell’assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all’interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all’esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l’immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l’Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l’affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni.
Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività d’impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare l’apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l’effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l’Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato.
Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l’introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi.
Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già previsto dall’articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l’ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema  completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché  un sistema di benchmarking al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni.
d.      Sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione
Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti.
Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.
Forte impegno dell’esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.
Questi interventi – insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo – rientrano a pieno titolo nell’ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane.
Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull’indebitamento della Pubblica Amministrazione.
e.        Semplificazione normativa e amministrativa
Il Governo incentiva la costituzione di “zone a burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell’U.L.G. – Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.
Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la  digitalizzazione del deposito dell’atto di trasferimento delle quote delle società e lo  snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli organi di controllo.
I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo nei rapporti tra privati.
I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali.
Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l’attuazione del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all’avvio e alla svolgimento dell’attività d’impresa. L’obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell’Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni.
f.        Modernizzazione della pubblica amministrazione
La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perché la pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per l’attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione.
Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle dotazioni organiche.
Contestualmente all’entrata in vigore della legge costituzionale recante l’abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l’approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.
g.       Efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia
Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L’obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.
h.      Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia
Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell’opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati strategici.
Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell’opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato.
Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all’ottimizzazione delle gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.
Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia “reale” dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.
i.         Riforma dell’architettura costituzionale dello Stato
Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l’assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l’Italia intende giungere all’approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.
In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
a.     Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.
b.     Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza.
Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:
a.     Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonché alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell’efficienza e del merito.
b.     Un disegno di legge sull’introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri ordinamenti europei.
A tal fine si deve ricordare che l’articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.
Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali nell’ambito della Costituzione.
C.              UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE
Le pensioni
Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di aggancio dell’età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.
Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all’evoluzione della speranza di vita.
La delega fiscale e assistenziale previdenziale
Il provvedimento di iniziativa governativa è già all’esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all’emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l’esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell’anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell’attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l’anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa.
In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.
Le dismissioni
Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.
La razionalizzazione della spesa pubblica
Il Governo ribadisce l’impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l’integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell’amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l’uso delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze dell’ordine; la razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale.
Debito pubblico
Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l’elaborazione di un piano organico per l’abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.
Il costo degli apparati istituzionali  
Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.
Il pareggio di bilancio
Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all’esame della Camera dei Deputati. L’obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.
Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla “Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009) è stata rivista  la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.
Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie
Il Governo monitorerà costantemente l’andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L’utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all’accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l’obiettivo per l’indebitamento netto del prossimo anno.
D.              CONCLUSIONI
 Siamo sicuri che, con l’impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l’intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un’Europa più forte e più coesa.

Prima consegna tesseramento PdL Vicenza al Settore adesioni a Roma





Carissimi,
sono felice di comunicarVi che in data odierna abbiamo consegnato al Settore adesioni di Roma le prime 8000 tessere della provincia di Vicenza.
Cordiali saluti.
Sergio Berlato

Interrogazione: Scuola Materna Giuliari


Ill.mo Signor SINDACO

Ill.mo Signor Presidente del Consiglio



Interrogazione: Scuola Materna Giuliari


Premesso che:


  • Nel corso del 2011 la Giunta Variati ha raggiunto il record di episodi negativi nella gestione dell’assessorato all’Istruzione: inciampa sull’aumento ingiustificato delle mense, si verificano atti di pedofilia al nido Cariolato, non riesce a risolvere il problema della Ghirotti al Laghetto per incomprensioni con la Provincia, ci sono problemi di competizione con altri assessorati sulla gestione dei centri estivi, e solo per citare gli esempi negativi più eclatanti perché la lista sarebbe ben più lunga…..
  • Non citiamo in questa sede la gestione fallimentare delle Politiche Giovanili che sta declassando il Comune di Vicenza nel quadro nazionale rispetto al passato quando Governi di Centrosinistra prima e di Centrodestra poi riconoscevano in Vicenza una delle eccellenze nazionali…..
  • Le misure intraprese dall’Assessore Moretti sono sempre le stesse: si scaricano le responsabilità su altre Amministrazioni ai vari livelli e soprattutto ci si sottrae alle proprie;
  • Ieri l’ennesimo episodio di gravità inaudita in cui una bambina esce indisturbata dalla scuola materna Giuliari e sparisce per due ore…..

SI CHIEDE:

  • Quali siano le misure che l’Assessore Moretti intende attuare per scongiurare che si verifichino altri pericoli per i nostri figli;
  • Se quanto è accaduto sia imputabile a negligenze da parte del personale o mancanza di strumenti idonei che mettano il nostro personale nelle condizioni di poter vigilare meglio;
  • Di relazionare al Consiglio Comunale con urgenza sulle regole della vigilanza nelle nostre scuole;
  • Al Sindaco di occuparsi direttamente dell’Istruzione alla luce della dimostrata inadeguatezza dell’’assessore Moretti nella gestione delle deleghe di sua competenza, probabilmente troppo impegnata nella scalata al PD nazionale…..


Cordialmente,

Vicenza, 28 ottobre 2011

I Consiglieri Comunali del PdL

Arrigo Abalti
Maurizio Franzina
Gerardo Meridio
Francesco Rucco
Valerio Sorrentino
Marco Zocca
Lucio Zoppello

giovedì 20 ottobre 2011

ASSESSORE DONAZZAN PARTECIPA A PRESIDIO “CON LA GENTE PERBENE” PRO FORZE DELL’ORDINE A VICENZA



Vicenza, 19 ottobre 2011

Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione,
Formazione e Lavoro, parteciperà al presidio “Con la
gente perbene”, in favore delle Forze dell’ordine, che
si terrà sabato 22 ottobre dalle ore 11 alle 12 davanti
alla Prefettura di Vicenza, organizzato dalla rete
“Patrioti d’Italia”.
Il presidio si terrà contemporaneamente nelle prefetture o
nelle piazze principali  di molte città d’Italia.
Elena Donazzan commenta: “Le scene son sempre quelle:
devastazioni della città, tamtam sulla rete tra
sconosciuti animati solo dalla voglia di fare "casino",
scontri con la polizia pre-meditati, passamontagna, spranghe
e armamentario da pacifista doc .... Oggi si fanno chiamare
"indignati", ieri si facevano chiamare disobbedienti, no
global, girontondini, ma sono sempre gli stessi”. “Sono-
conclude Donazzan-  semplicemente delinquenti e ad essere
indignati siamo noi”.

TONIOLO (PDL) SU APPROVAZIONE STATUTO: “GIORNATA STORICA. PIU’ VICINI AL TERRITORIO”




“Con il voto di oggi noi concludiamo il lavoro di un anno e mezzo fatto dalla Commissione Statuto, ma soprattutto diamo un risposta che i veneti aspettano da quasi 20 anni. Questo Statuto avrà ricadute positive su tutto il Vicentino, dagli enti locali alle aziende”.
E’ soddisfatto il presidente della Commissione Bilancio Costantino Toniolo dopo che l’assemblea di palazzo Ferro-Fini ha adottato in prima approvazione lo Statuto del Veneto.
“Si tratta di una misura figlia dei tempi con cui si prevedono criteri di efficienza, risparmio, razionalizzazione. Tematiche calde e non più rinviabili”, spiega Toniolo che allo stesso tempo sottolinea il ruolo che avranno in questo processo le autonomie locali: “Le decisioni non potranno prescindere dal territorio. Ricordo l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali ma anche gli strumenti di partecipazione cuciti addosso ai cittadini, alle associazioni e alle imprese. Questo significa che gli enti locali vicentini avranno un ruolo più incisivo”.
A tal proposito Toniolo riporta un emendamento targato Pdl, quello che introduce nello Statuto la salvaguardia delle piccole e medie imprese. “Realtà che sono il vero motore di Vicenza e dell’intero Veneto. Era giusto menzionarle nella carta fondamentale della nostra Regione”.
“Il voto di oggi da' credibilità al lavoro che facciamo”, conclude Toniolo, convinto che serva procedere anche sulla strada del taglio ai costi della politica: “Aver trovato l’accordo sul numero dei consiglieri – uno ogni centomila abitanti – è un segnale di responsabilità. Se si andasse a votare oggi i consiglieri sarebbero 49 più il candidato presidente della giunta e lo sfidante che ha ottenuto più voti. Ora dobbiamo andare avanti su questa strada prevedendo un limite al numero di mandati e al taglio dei vitalizi. Questo Statuto deve rappresentare un punto di non ritorno”.
 “Ora, in qualità anche di Presindente della Prima Commissione”, conclude Toniolo, “spero che con lo stesso spirito andremmo ad approvare con celerità la legge elettorale e il nuovo regolamento del Consiglio regionale, strumento, a mio avviso, necesario per migliorare l'efficienza dei lavori del Consiglio e delle Commissioni”.

martedì 18 ottobre 2011

ON. BERLATO (PDL-PPE): SOLIDARIETA’ ALLE FORZE DELL’ORDINE PER I DISORDINI DI ROMA. I DEVASTATORI PAGHINO CON LA GALERA E DI TASCA LORO PER I DANNI PROVOCATI




"Esprimiamo la nostra solidarietà e gratitudine alle Forze dell'Ordine per gli attacchi subiti dai devastatori di Roma e per aver gestito al meglio le situazioni provocate da centinaia di esagitati che, nonostante i danni e i disagi, avrebbero potuto portare a ben peggio, mettendo a repentaglio la vita di qualcuno". E' ciò che dichiara il Vice-Capo Vicario della delegazione del PdL nel Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato, in riferimento ai disordini scoppiati durante la manifestazione  di sabato degli "indignati" a Roma.
"Chi è sceso in piazza per assaltare gli agenti impiegati nel mantenimento dell'ordine pubblico e per devastare la Capitale deve pagare con la galera e di tasca propria per i danni provocati.", prosegue l'europarlamentare.
"La cultura del giustificazionismo deve essere archiviata nelle memorie del passato, di epoche che non ci appartengono più.
Non si può tollerare la violenza come giustificazione alla crisi e al disagio sociale. Manifestare per esprimere civilmente le proprie posizioni è un diritto inalienabile da garantire e preservare, le devastazioni di piazza sono atti di delinquenza da sanzionare con il pugno di ferro", conclude l'On. Berlato.

ON. BERLATO (PDL-PPE): SBAGLIATI I TAGLI DELLE RISORSE DESTINATE ALLE FORZE DELL’ORDINE



"riteniamo che i tagli delle risorse destinate alle forze dell'ordine siano del tutto sbagliati se vogliamo garantire la sicurezza dei nostri concittadini", così esordisce il Vice-Capo Vicario della delegazione del PdL nel Partito Popolare Europeo, On. Sergio Berlato, in merito all'ipotesi di diminuzione delle risorse destinate alle Forze dell'Ordine prevista nel ddl stabilità.
"Che in tempo di profonda crisi economica si debbano razionalizzare le risorse è cosa nota quanto mai necessaria, ma la politica dei tagli lineari non è una strada percorribile se si tratta di colpire un comparto che deve garantire la sicurezza dei cittadini, il presidio del territorio e  la lotta alla criminalità".
"Vedere le Forze dell'Ordine scendere provocatoriamente in piazza per chiedere ai cittadini un contributo per acquistare il carburante per far funzionare i mezzi di servizio, è un fatto che amareggia e che obbliga la politica a fare profonde riflessioni", prosegue l'On. Berlato.
"Di fronte a questa situazione che corre il rischio di compromettere la sicurezza dei cittadini, la politica deve avere la forza di fare delle scelte che non penalizzino le nostre forze dell'ordine che sono chiamate quotidianamente a combattere contro la criminalità e per il bene dell'intera collettività".
"per dare un aiuto concreto alle donne ed agli uomini che operano nelle forze dell'ordine, non servono parole di sterile solidarietà ma scelte coraggiose che devono tagliare gli sprechi e le inefficienze della pubblica amministrazione, non i settori  che garantiscono servizi insostituibili per l'intera collettività".


 Ufficio stampa
On. Sergio Berlato

NO ALLA DISCARICA PROGETTATA A MONTE DI MALO: DOMENICAPASSEGGIATA A SOSTEGNO DEL COMITATO




<< Domenica pomeriggio ho partecipato alla passeggiata contro la discarica progettata in una ex cava a M.te di Malo – afferma il membro del comitato provinciale del Pdl Alex Cioni. Devo fare i complimenti agli aderenti al Comitato per l'ottimo lavoro che stanno svolgendo e per la precisa opera di documentazione quale elemento determinante a supporto delle ragioni contro la discarica; mi auguro solo che la sacrosanta battaglia rimanga con lo spirito il giusto – prosegue Cioni -, cioé di alto profilo. Non porterebbe a beneficio della causa lasciare che elementi esterni si infiltrino nelle iniziative allo scopo di posizionare la propria bandierina e darne così una connotazione di parte e partigiana. La difesa e la salvaguardia di determinati valori, come l’ambiente e la difesa del territorio, sono patrimonio di tutti e non di una variopinta galassia di agitatori per professione – chiosa l’esponente pidiellino >>.

TONIOLO (PDL): LA NOTTE IN CONSIGLIO E' SERVITA PER ARRIVARE AD UN ACCORDO CON L'OPPOSIZIONE



A GIORNI IL NUOVO STATUTO PER IL VENETO!

"La notte a palazzo Ferro Fini a Venezia è servita! Abbiamo raggiunto un accordo e la manovra ostruzionistica dell'ala più dura dell'opposizione è stata ritirata. Ora in aula la discussione e la votazione costruttiva degli emendamenti sui singoli articoli procede con regolarità e a giorni arriveremo ad approvare il nuovo Statuto del Veneto". Lo afferma con soddisfazione dopo una notte in bianco e oltre 30 ore di fila sui banchi della maggioranza (tra venerdì e sabato) il consigliere regionale Costantino Toniolo, presidente della commissione affari istituzionali e bilancio dell'assemblea veneta. "L'accordo riguarda il numero futuro dei consiglieri regionali", spiega Toniolo, "che saranno uno ogni centomila abitanti e con un limite massimo di 60! Con questa regola se si andasse a votare oggi sarebbero 49 più il candidato presidente eletto e il primo candidato a presidente non eletto".
In questo modo rientriamo nei parametri nazionali dettati dalle ultime normative sulla riduzione della spesa pubblica e quindi rimaniamo una regione virtuosa, come orgogliosamente già siamo!"

BOND E TONIOLO (PDL) SU VENEZIA-ROMA: “BENE COSI’. MA I TRENI REGIONALI DOVE LI METTIAMO?NON POSSIAMO PROCEDERE A DUE VELOCITA’!



“Sapere che da dicembre si potrà andare da Venezia a Roma in sole tre ore fa sicuramente piacere, peccato che da Venezia a Calalzo – località della stessa regione - a volte ce ne vogliono tre e mezzo. Per non parlare del Trento-Venezia”.
E’ agrodolce il commento del capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e del presidente della Prima Commissione Bilancio Costantino Toniolo dopo che Trenitalia ha annunciato per l’11 dicembre dell’avvio di un nuovo servizio: il Freccia Argento tra Venezia-Mestre e Roma in tre ore. “E’ indubbiamente una conquista ma questo stride con i tempi necessari per percorrere le tratte regionali, ferme a inizio Novecento”, affermano Bond e Toniolo, che in questi mesi hanno iniziato un confronto quotidiano con i pendolari del Veneto, in particolare quelli della tratta Calalzo-Venezia, Calalzo-Padova e Trento-Venezia, la famigerata Valsugana.
“Ritardi e condizioni disumane di viaggio sono all’ordine del giorno”, afferma Bond. “Molti pendolari sono esasperati e gli episodi di protesta aumentati nell’ultimo periodo lo dimostrano quotidianamente”.
Bond si concentra sulle tratte che hanno il capolinea nel Bellunese: “Stando ai dati diramati dalla stessa Trenitalia, le tratte Calalzo-Venezia e Calalzo-Padova sono quelle dove si verificano i maggiori ritardi. Ricordo poi che a Ferragosto è saltato il Roma-Calalzo con grave danno per gli operatori turistici del Cadore”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Toniolo, che più volte ha raccontato la lunga estate dei pendolari della Valsugana. “Epicentro di questi disagi sono le stazioni di Bassano e Castelfranco”, ricorda il consigliere vicentino, che sottolinea anche lo stato di abbandono di molte stazioni: “Alcune, soprattutto in Valsugana, sono in cattive condizioni senza contare il malfunzionamento delle macchine obliteratrici”.
Da qui l’appello a Trenitalia: “Con il diretto Roma-Venezia di tre ore si dimostra che, volendo, le cose si possono fare. Perché non concentrarsi sui treni regionali che riguardano tutti noi? Non possiamo andare avanti a due velocità!”

domenica 16 ottobre 2011

ASSESSORE DONAZZAN: DRAGHI, MASSIMA IPOCRISIA, SI VERGOGNI


“Draghi si vergogni, non è degno del ruolo che deve
ricoprire in Europa, i danni in tutta Europa di questi
delinquenti organizzati non possono essere giustificati,
mai”. Lo dichiara Elena Donazzan, assessore regionale
all’Istruzione, Formazione e al Lavoro, in risposta alle
affermazioni di questa mattina di Mario Draghi, governatore
della Banca d'Italia e prossimo presidente della Bce, che ha
dato ragione agli indignati e aggiunge: “Draghi si rivela
inoltre un ipocrita perchè nega le proprie dirette
responsabilità  in qualità  di massimo esponente della
finanza internazionale, non si è reso conto il nuovo
referente della Bce che quei "giovani" ce l'hanno proprio
con lui?”. “Questi finanzieri- precisa Donazzan- sono
talmente lontani dalla vita reale fatta di economia, lavoro
e vita normale da non rendersi conto che la massima
responsabilità è attribuita a proprio loro”. “E a
Draghi- conclude l’assessore regionale- consiglio di
venire a visitare qualche azienda veneta dove giovani per
bene lavorano, fanno ricerca, si sacrificano e soprattutto
rispettano le regole della convivenza civile e gli altri.
Questo è il mondo reale, caro Draghi".